Architorti Ciak si suona! classica contemporanea |
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Musica e cinema, un rapporto… Dal Salon Indien a Ciak! Si Suona! di Guido MicheloneMusica e cinema: un rapporto lungo, complesso, articolato, risalente addirittura alle origini dello stesso cinematografo, quando al Salon Indien i fratelli Pierre e Auguste Lumière diedero vita alla prima proiezione pubblica il 28 dicembre 1895. Anche se non apparso ufficialmente nelle locandine pubblicitarie, numerosi testimoni ricordano che, accanto al telone dove scorrevano le primissime immagini in movimento, un pianista eseguiva in sottofondo svariate melodie quasi a sottolineare quanto si vedeva sul grande schermo. Dunque la musica nel cinema, ovviamente dopo l'immagine quale elemento fondante, è stata la prima componente essenziale ad essere presente già agli albori dell'era del muto. Paradossalmente la musica è anche l'elemento più astratto e meno verosimile di ciò che poi, semioticamente parlando, verrà chiamata l'immagine audiovisiva, la più realistica di tutte le arti: un'icona semovente, appunto, composta da due codici visivi (i fotogrammi e le didascalie) e tre audio (voci, rumori, musiche). Alla fine del XIX secolo vengono portate a compimento due delle grandi aspirazioni umane fin dalla più remota antichità, dal mito di Icaro alla caverna di Platone: il volo e la rappresentazione della realtà. Con l'aeroplano dei fratelli Wright l'uomo poteva finalmente librarsi nell'aria, con il cinematografo invece riusciva a riprodurre bidimensionalmente il movimento che invece la pittura e i simboli letterari erano solo riusciti a descrivere o a immaginare. Con l'invenzione del sonoro nel 1927 questa rappresentazione del reale sfiora effettivamente la perfezione perché a ciò che percepisce la vista si aggiunge quello che comunemente fa parte dell'udito: il suono, sia esso animale, umano, naturistico o creato artificialmente. Breve parentesi: cos'è il primo film sonoro, The Jazz Singer di Alan Crosland se non una pellicola musicale, a conferma dell'importanza assoluta della musica nella storia del cinema? Ma, proseguendo il ragionamento iniziale, il cinema che è l'arte con maggior aderenza alla realtà (la riproduzione fotografica è oggettiva, lo stesso dicasi per i suoni registrati) ha tra le proprie componenti espressive la musica che nel contesto filmico, è strutturalmente un elemento alieno, nel senso che non appartiene alla componente denotativo della rappresentazione. Basti pensare ad esempio un lungometraggio, in cui si vedono una strada o due uomini in campo lungo con il commento di un quartetto d'archi barocco. Esistono forse quartetti d'archi per strada mentre si cammina? Ma se si provasse a togliere la musica di quel quartetto dalla sequenza, si noterebbe che la scenetta rimasta muta cambierebbe totalmente di significato e l'idea o il concetto muterebbero ulteriormente se agli archi venissero sostituiti da chitarre elettriche o dalla dodecafonia. Cosa significa tutto questo? che il ruolo della musica da sempre, dai fratelli Lumière, è extradiegetico, ossia è un corpus estraneo al profilmico (alla realtà ripresa dalla cinecamera), ma che è importantissimo per connotare il significato di un'inquadratura, una sequenza, una scena, un'intera pellicola. La musica insomma imprime un senso profondo all'immagine, che a sua volta acquista ulteriore segnicità: ovviamente si tratta di una scelta del regista coordinata con il compositore. Non c'è mai oggettivazione sonora (tranne coi rumori naturali, quando si vuole che compaiono) in rapporto alla realtà messa in scena: tant'è vero che un film vive spesso su delicati equilibri tra suoni e silenzi e tra suono e suono, al cui interno si possono appunto sovrapporre voci, rumori, musiche in una polifonia sonora che è ancor più complessa di quella visiva, che tra l'altro pochi studiosi di cinema hanno voluto affrontare. E' una polifonia che calza benissimo con la griglia di funzioni che il linguista Roman Jacobson molti decenni or sono inventava per il linguaggio verbale. Ora le sei celebri funzioni (referenziale, emotiva, poetica, conativa, fàtica, metalinguistica) si applicano a meraviglia alla musica per il cinema. Un lavoro di questo tipo indirettamente viene condotto, su un piano creativo, dal gruppo Architorti con lo spettacolo Ciak! Si Suona! , dove la proiezione di alcune celeberrime sequenze di pellicole famose – Otto e mezzo, Il padrino, Per un pugno di dollari, Titanic, Fantasia, Mission, Underground, Barry Lyndon, ecc. - è accompagnata dal vivo dall'esecuzione del quintetto Architorti, che riprendono i soundtrack originari modificandoli, adattandoli, persino riscrivendoli per il nuovo contesto spettacolare. Si tratta di una vera e propria lezione di cinema e musica, che presto vedrà la luce in un libro+cd, a supporto dell'iniziativa proposta nelle sale ACEC di tutt'Italia per la prossima stagione. Guido Michelone “Ciak! Si Suona!” IM (itinerari multimediali) EFFATA' EditriceLO SPETTACOLO Lo spettacolo CIAK! SI SUONA! è un progetto Architorti già collaudato nell'area ligure-piemontese, presso teatri, auditorium, scuole, oratori, chiostri, piazze, circoli culturali, sale della comunità. CIAK! SI SUONA! è un'ora e mezza di fascinazione audio-visiva e divertimento intelligente, dove un ensemble di formazione classica, il quintetto ARCHITORTI di Torino, esegue grandi colonne sonore, mentre sullo schermo, in parallelo, scorrono le sequenze dei film musicati. Soundtrack dal vivo e capolavori della Settima Arte si fondono in uno show fantasmagorico, avvicinando cinefili e melomani, il pubblico del cinema popolare con quello della musica cameristica, grazie ai brevi ed illuminanti commenti, tra un brano e l'altro, del Professore Guido Michelone (corsi, seminari, interventi per Università Cattolica e Bocconi di Milano, Dams di Bologna, Università Pontificia Salesiana di Roma, Université de Montréal del Canada) e grazie alle mirabili trascrizioni per quintetto d'archi realizzate da compositori italiani e curate dalla direzione artistica del Maestro MARCO Robino , leader del gruppo e ideatore dell'intero programma. CIAK! SI SUONA! viene inoltre gestito da ARCHITORTI anche per le esigenze tecniche (maxischermo, proiettore, impianto di amplificazione suono, materiale illustrativo) qualora non risultasse presente tale materiale sul sito preposto allo spettacolo. E' insomma una proposta che funziona e assai bene per ogni tipo di spettatore/ascoltatore, in quanto può vantare sia una veste didattica per studenti ed educatori sia un programma consono ad una fruizione immediata. ARCHITORTI non è nuovo a questo tipo di iniziative: il quintetto formato da ottimi professionisti ha già pubblicato quattro compact disc in cui la sensibilizzazione alla musica colta passa attraverso la rielaborazione per quintetto d'archi di una letteratura musicale eterogenea che spazia dal gregoriano alla techno-music, passando attraverso la polifonia, il barocco, il romanticismo, il melodramma, le avanguardie e i generi pop. Come si svolge: La sala viene allestita con uno schermo bianco di dimensioni 2,60m x 3.20m posto di fronte al pubblico montato su impalcatura (altezza complessiva 3,90m) in alluminio tubolare per interni o esterni antivento. Al centro della sala viene collocato il videoproiettore (minimo 2500 lumen) con lettore DVD azionato dal Prof. Guido Michelone. Al di sotto dello schermo, trova posto, in abiti da sera (frac per gli uomini, lungo per le donne) il quintetto Architorti accomodato su cinque sedie di fronte a leggii autoilluminati. La proiezione con l'esecuzione di ogni brano o suite musicale (durate min. 2 minuti, max. 10 minuti) viene presentata dal Prof. Guido Michelone con riferimenti alla trama del film, all'autore della colonna musicale, a fatti e curiosità che hanno reso celebre il titolo trattato. Nel caso fosse necessario un impianto di amplificazione il quintetto può utilizzarne uno di sua proprietà completo di tutto (microfoni, mixer, finale di potenza, casse) della potenza di Watt 260 continui per cassa acustica. Alla fine dello spettacolo lo staff si riserva di allietare il pubblico con titoli inediti o bis a sorpresa. Per ogni spostamento lo staff fa uso di due autovetture. Disponibilità immediata. A disposizione, su richiesta: copie promozionali limitate del libro+cd “Ciak! Si Suona!” |
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Per informazioni e booking concerti: Suonidautore - tel. 338-1187975 - info@suonidautore.it |
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