ARCHITORTIPLAYPUNK – CALAMANDRANA (AT), GIOVEDI' 27 LUGLIO 2006

ARCHITORTIPLAYPUNK IN SECONDA ESECUZIONE NAZIONALE!

E' senza dubbio uno dei grandi eventi dell'estate in Piemonte. Giovedì 27 luglio alle ore 21,30 il festival "Teatro & Colline" di Calamandrana (At), giunto alla sedicesima edizione, ospiterà nella splendida cornice notturna del Parco del Castello di Calamandrana Alta, ARCHITORTIPLAYPUNK, lo spettacolo nel quale il Quintetto Architorti e lo scrittore e giornalista Alberto Campo rileggono i classici e la fenomenologia della musica punk in chiave classica-cameristica, in un'autentica epifania di suoni, parole e immagini.
L'evento viene proposto a Calamandrana in seconda esecuzione nazionale: la "prima" venne eseguita a Torino nel 2005 in occasione di "Settembre Musica".

Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 18,00 da una conferenza, tenuta da Marco Robino (Architorti) e Alberto Campo, dedicata alla fenomenologia del punk ed ai suoi rapporti con la musica da camera.

LO SPETTACOLO

«Il punk osservato a 25 anni di distanza dalla sua genesi. Un genere musicale “classico”, ormai. E allora, perché non provare a incasellarlo nell'accademia?! Questo il movente di “Architorti play punk”: trascrivere per un ensemble a vocazione cameristica alcune delle pagine più celebri del fenomeno. Musiche rozze e aggressive, generalmente. Eppure dotate di inopinate prerogative armoniche e melodiche, che la trasfigurazione in formato “classico” evidenzia in modo sorprendente. Una provocazione, in apparenza. Ma è forse l'unica via per affrontare oggigiorno il punk evitando la retorica della commemorazione postuma, vivificandolo al contatto con ciò che sembrerebbe esserne la negazione. La scintilla che scocca quando si incontrano polarità opposte».
(Alberto Campo)

ARCHITORTI PLAY PUNK

Formazione: quintetto d'archi

Marina Martianova (violino)
Federica Biribicchi (violino)
Rita Bracci (viola)
Marco Robino (violoncello)
Saverio Miele (contrabbasso)

Trascrizioni, arrangiamenti e rielaborazioni per quintetto Architorti: Marco Robino

Direzione artistica: Alberto Campo

«Tutto cominciò da una tre giorni dedicata al punk che ero stato incaricato di progettare per conto della Suoneria di Settimo. Convegni, proiezioni di film a soggetto e un concerto. Che doveva essere funzionale al piccolo auditorium di cui la struttura è dotata, dunque non troppo “invadente” o “rumoroso”. Esattamente il contrario di ciò che il punk fu 30 anni or sono, quando affiorò all'onore delle cronache (non solo musicali). E intanto i ragazzi di allora erano diventati adulti, alcuni addirittura genitori di chi è oggi ragazzo. Il tempo di una generazione, insomma. Quanto basta a rendere Storia ciò che era stato Attualità. Di conseguenza, in un certo qual modo, il punk aveva raggiunto frattanto lo status di “classico”. Ecco il pretesto da cui presi spunto per immaginare di vestire con abiti accademici alcuni standard del genere, sovente canzoni che in origine erano rozze e aggressive. Occorreva un complice adeguato: Marco Robino – musicista “classico” dall'intelligenza duttile – faceva al caso mio. Dopo averlo persuaso ad affrontare l'impresa, misi su cd le canzoni punk che consideravo significative e adatte alla circostanza. Brani di Sex Pistols, Ramones, Clash, Television, Richard Hell, Wire… E dei padri fondatori: Velvet Underground e Stooges. Diedi il cd a Marco e mi misi in attesa. Quando a sua volta, tempo dopo, mi passò il cd su cui aveva registrato insieme agli Architorti le riscritture “cameristiche” di quelle stesse canzoni, capii che il gioco stava funzionando. Trasfigurati rispetto agli originali, quei brani vivevano di nuova vita, mostrando recondite qualità armoniche e melodiche. Il concerto alla Suoneria fu un successo. Avevamo commemorato il punk senza retorica, mutuandone l'attitudine provocatoria e tramutandolo inopinatamente in “musica classica”. E così eccoci adesso a “Settembre Musica”, con una versione nuova e ampliata di questo curioso divertissement».
(Alberto Campo)

«La telefonata e subito un tunnel buio e minaccioso. Alberto mi chiedeva se riuscivo ad immaginare il punk versione Architorti. In questi dieci anni di cose ben strane ne ho immaginate per amore della musica e del quintetto, ma quello che più mi spaventava era la mia ignoranza in materia. Non avevo mai visto un concerto punk, non conoscevo neanche i gruppi di punta del genere, insomma ero un perfetto ignorante in materia. Ma subito il mio pigmalione pronunciò la frase che mi diede coraggio e ispirazione “Non preoccuparti che a quello ci penso io”. E così capii subito che per dare senso a questo progetto si dovevano unire tra di loro realtà opposte.
Il punk è la negazione della Musica, delle note suonate? Non c'è problema! Noi ci giocheremo intorno con il nostro linguaggio fatto di note e ritmi musicali senza intaccare quello che è il fraseggio, la dinamica, l'espressione, il senso ultimo, insomma lo spirito più genuino del brano trattato. Vivere il punk a modo nostro, con le note delle corde e i ritmi degli archi in piena libertà.
Non conosco niente della genesi e dello sviluppo del fenomeno punk per motivi personali e generazionali? Inutile scrupolo! Essere “nutriti” dalla enciclopedica cultura e dalla viscerale passione di Alberto per il progetto intrapreso passando le notti ad ascoltare e commentare insieme musica punk è stata per me una esperienza indimenticabile, avvalorata dalla verginità culturale insita nel mio DNA.
Il punk è trasgressione e rifiuto di ogni regola istituzionalizzata? Benissimo! Per materia così grezza e così bestialmente selvaggia non c'è azione più coerente che prenderla per realizzare nuove idee e nuove regole ogni qual volta la si prende in mano.
Grazie al credito datoci da Ammendolia, questo progetto ha potuto muovere i suoi primi passi in due eventi legati alla “Suoneria” di Settimo e a “Colonia Sonora” di Collegno. Quest'ultima data fu un vero successo di pubblico e una vera sorpresa nel constatare l'affluenza da molte regioni italiane di appassionati del genere, segno inequivocabile dell'intramontabilità del messaggio punk, anche tra le nuove generazioni».
(Marco Robino)

GLI ARTISTI

Alberto Campo
Cronista e critico musicale del quotidiano “La Repubblica” e caporedattore del mensile specializzato “Rumore”. Autore dei saggi “Get Back! I giorni del rock” (Laterza, 2004), “Nuovo? Rock?! Italiano!” (Giunti, 1996) e “Rockin' USA” (insieme a Guido Chiesa - Arcana, 1986). E' inoltre condirettore artistico di “Traffic – Torino Free Festival”.

Architorti
Il quintetto Architorti (due violini, viola, violoncello e contrabbasso), senz'altro uno dei più noti ensemble cameristici in Italia, nasce nel pinerolese nell'ottobre del 1994 e spende i suoi primi anni di studio nella ricerca e nello sviluppo di un repertorio eterogeneo e duttile alle diverse esigenze esecutive.
Le trascrizioni o rielaborazioni, scritte in esclusiva per il quintetto dal violoncellista Marco Robino, sono concepite appositamente per eventi musicali o concerti a tema, che portano il quintetto a collaborare con artisti di grande fama quali i Subsonica, Meg, Tony Esposito.
Da questa idea nascono quindi progetti dai titoli disparati come “Architorti Play Punk” (rilettura dei classici del punk, con Alberto Campo), “Ciak Si Suona” (concerto di musiche da film con proiezione dal vivo su grande schermo), “Corde In Levare” (con Africa Unite + Orchestra Architorti), “Arthur Miles Gospel & Strings” (con Arthur Miles, Paolo Ricca e Claudio Nicola) ed altri percorsi paralleli, dai laboratori di musica per le scuole alle lezioni-concerto, fino alle performance musical-teatrali con l'attore Oliviero Corbetta.

IL FESTIVAL TEATRO & COLLINE

Giunto alla sua sedicesima edizione, il festival "Teatro & Colline" nel corso degli anni ha saputo proporre nella suggestiva cornice del Parco del Castello di Calamandrana e nel centro storico di Calamandrana, alcuni tra gli spettacoli più interessanti del teatro contemporaneo: dal teatro di ricerca al teatro-danza, dalla sperimentazione alla contaminazione con la musica e con altri media.

Anche il cartellone 2006 si contraddistingue per la sua elevata qualità. Tra i protagonisti, oltre agli Architorti, una lunga serie di nomi che non hanno bisogno di presentazione: gli Yo Yo Mundi, la Banda Osiris, Alessandro Haber, Alessio Bertallot, e tanti altri.

Tante, dunque, per gli appassionati del teatro e della musica, le occasioni per gustare un festival eclettico e dai sapori forti, che ogni sera non si limiterà a proporre un solo spettacolo ma continuerà fino a tarda notte con sorprese e performance di ogni genere. La serata di giovedì 27 luglio, in particolare, proporrà anche un secondo spettacolo: alle 23,30, nella piazzetta di Calamandrana Alta, andrà in scena il concerto dei LOU SERPENT, vulcanica formazione di folk occitano, che non mancherà di coinvolgere tutto il pubblico presente con danze scatenate al ritmo di ghironde, organetti e sonorità al confine tra il tradizionale ed il moderno.

COME ARRIVARE

Da Torino: Arrivando da Torino sulla autostrada A21 si esce al casello di Asti Est e ci si immette sulla superstrada per Alba fino ad Isola d'Asti; da qui ci si dirige verso Nizza Monferrato. Una volta raggiunta Nizza Monferrato si prende per Canelli e si arriva dopo 4 km a Calamandrana.

Da Milano/Genova: Da queste città si arriva in autostrada ad Alessandria e si esce al casello di Alessandria Sud. Da qui in direzione Acqui Terme, dopo circa 4 km si prende la statale per Nizza Monferrato. Una volta raggiunta Nizza Monferrato si prende per Canelli e si arriva dopo pochi km a Calamandrana.

 

Per ulteriori informazioni:

Ufficio stampa/comunicazione:

Associazione Culturale Monferrànima

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Tel. (+39) 348-7289149 (Chiara)

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Organizzazione:

Associazione Teatro e Colline

Via Maestra, 7 – 14042 Calamandrana (At)

Tel. (+39) 0141-75114 interno 203

www.teatroecolline.it

www.comune.calamandrana.at.it